Pubblicato da: Federazione provinciale Romana dell'Istituto del Nastro Azzurro | 8 marzo 2011

Convegno “Romani a El Alamein”

La Presidenza dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, insieme all’Associazione Militari in Congedo Italiani Amici-Lazio, ha organizzato giovedi 17 febbraio u.s., alle ore 16.00, presso la Sala Protomoteca al Campidoglio il convegno “Romani a El Alamein”, a cui ha partecipato, per la nostra Federazione, la Consigliera Dott.ssa Anna Maria Menotti.
Introdotto dall’On. Gen. Antonino Torre, il Convegno ha presentato i risultati di due anni di indagini sul campo di battaglia condotte dal gruppo di ricerca del Progetto El Alamein facente capo all’Università degli Studi di Padova. Il Progetto è finalizzato alla salvaguardia dei luoghi della Battaglia di El Alamein (Egitto, 1942), attraverso la creazione di una banca dati geografica, per la valorizzazione storico-culturale dei siti in accorto con le Autorità egiziane.

SCOPO DEL PROGETTO
Salvaguardia dei luoghi della battaglia di El Alamein, attraverso la creazione di una banca dati geografica,
per la valorizzazione storico-culturale dei siti in accordo con le autorità egiziane.

LE RAGIONI DEL PROGETTO
La fascia di deserto tra El Alamein e la depressione di El Qattara, pur essendo tutt’ora un’area militare ad accesso riservato, è stata interessata negli ultimi anni da una presenza turistica sempre più intensa, a seguito dello sviluppo alberghiero e residenziale della zona costiera di El Alamein. Allo stesso tempo, la ricerca petrolifera ha portato alla creazione di piste, scavi ed opere che hanno riguardato, e in parte già alterato, i siti principali della battaglia (Ruweisat, Mitteriya, Deir El Munassib, Naqb Rala, Haret el Himeimat, Menaquir El Daba) oltre, ovviamente, la cittadina di El Alamein e tutti i luoghi lungo la costa e prossimi al litorale. Di conseguenza, appare urgente la necessità di esplorare e documentare tali aree, prima che le trasformazioni imposte al territorio siano causa della scomparsa delle testimonianze storiche della battaglia. Il progetto avrà pertanto due fondamentali ricadute: la creazione di una banca dati, la più dettagliata ed esauriente possibile, e la formazione di un quadro conoscitivo per stabilire dei criteri di sviluppo mirati ad una razionale valorizzazione culturale e turistica dell’antica linea del fronte. Molte parti del progetto sono già state ultimate o sono attualmente in lavoro fase di attuazione.

I RISULTATI DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Il proseguimento e l’ultimazione del progetto El Alamein consentirà l’individuazione di tutte le postazioni, scavi, trincee e manufatti presenti sulla linea del fronte. I sopralluoghi mirati sulla scorta delle osservazioni da foto aeree e da immagini satellitari, e le ricerche geofisiche, consentiranno di portare alla luce manufatti e opere militari oggi interrate. Il GIS El Alamein fornirà un supporto fondamentale per la pianificazione futura della valorizzazione culturale del deserto. Proposte in tal senso sono già state avanzate in diverse sedi.

RICERCHE ESEGUITI ED IN CORSO
Il progetto, iniziato nel 2008, ha visto con la messa a punto di un Sistema Informativo Geografico (GIS), nel quale sono state inserite basi cartografiche ricavate da immagini satellitari ad elevatissima definizione e la vasta documentazione cartografica disponibile. In alcune zone, alle immagini satellitari sono state sovrapposte le foto aeree originali eseguite durante la battaglia. Queste hanno consentito di confrontare le opere difensive e i manufatti riconoscibili all’epoca della battaglia di El Alamein e le postazioni che ancora oggi si conservano e risultano visibili attraverso l’immagine telerilevata. Sono state acquisite carte e immagini ottenute tramite specifici accordi con enti nazionali e stranieri, musei militari e centri di documentazione. Testimonianze ed episodi delle battaglie sono stati riferiti e indicizzati alle mappe. Il lavoro è stato corredato da un’accurata ricognizione dei siti, con lo scopo di creare una banca dati fotografica corredata da rilievi GPS, da osservazioni geomorfologiche e geologiche, da studi sui processi di sedimentazione e da prospezioni che consentano di individuare eventuali manufatti e luoghi di sepoltura. Rilievi e ricognizioni sul terreno sono attualmente ancora in atto. Nel 2010 inoltre è stato siglato un protocollo d’intesa tra l’Università di Padova, l’Istituto Geofisico Sperimentale di Trieste (OGS) e il National Authority for Remote Sensing and Space Sciences egiziano (NARSS), grazie alla quale sono in fase di progettazione la possibilità di studiare gli orizzonti superficiali di terreno e i riempimenti eolici delle postazioni difensive tramite metodi geofisici e rilievi con laser scanner (Lidar). E’ stato firmata una lettera di intenti con il Commissariato Generale Onoranze ai Caduti in Guerra finalizzata alla divulgazione della Storia attraverso i Sacrari. Uno specifico protocollo è stato siglato con Anpd’I – Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, Siggmi – Società italiana di Geografia e Geologia Militare e la testata giornalistica: con lo scopo di organizzare, con cadenza bimestrale, missioni di studio nel deserto. Come da programma originale, il progetto si è focalizzato soprattutto nell’area di El Taqa – Qaret El Himeimat, q.105, Deir El Munassib e Deir Alinda, mentre si stanno ampliando le zone di interesse anche verso nord.

INQUADRAMENTO STORICO: LE TRE BATTAGLIE DI EL ALAMEIN
Durante il 1942, tra la fine di giugno e l’inizio di novembre del 1942, una serie di battaglie e di azioni militari ebbe luogo nel deserto egiziano (detto anche Western Desert), presso la località conosciuta come El Alamein. Furono quattro mesi di furibondi combattimenti che capovolsero le sorti del secondo conflitto mondiale, mettendo fine al sogno delle potenze dell’Asse di invadere l’Egitto, e da lì impadronirsi dei preziosi pozzi di petrolio che si trovavano in Iraq e Iran. La scelta del luogo non fu casuale: il deserto in questo punto si restringe formando un passaggio di soli 60 km, delimitato a nord dal mare e a sud dall’inaccessibile depressione di El Qattara; una linea ferroviaria e una strada costiera collegavano l’area ad Alessandria, principale base logistica britannica, distante poco più di 100 km. La prima battaglia di El Alamein ebbe inizio il 1° Luglio 1942, quando il Gen. Rommel, giunto in zona dopo la ritirata dell’VIII Armata britannica da Gazala verso est, e nonostante fosse consapevole della scarsità di mezzi e di uomini, si spinse subito in avanti attaccando i capisaldi britannici attorno ad El Alamein, mentre le due divisioni corazzate del DAK (Deutsches Afrika Korps) e il XX Corpo italiano tentavano di sfondare e aggirare da sud la resistenza nemica a Ruweisat Ridge e Bab el Qattara. Le truppe del Gen. Auchinleck, il comandante inglese, si batterono egregiamente, e dopo quasi quattro settimane di attacchi e contrattacchi, la battaglia si spense senza vincitori. La sera del 30 Agosto, Rommel dette inizio al secondo tentativo di travolgere le linee britanniche (battaglia di Halam Halfa), con l’attacco principale portato dalle divisioni corazzate italo-tedesche, che manovrarono tentando di nuovo l’aggiramento delle posizioni nemiche. La reazione del Gen. Montgomery (che aveva sostituito Auchinleck al comando dell’VIII Armata) fu immediata, e la durissima battaglia si protrasse per tutto il giorno, senza alcun risultato da entrambe le parti. Gli scontri continuarono nei giorni successivi, ma divennero sempre più frammentati in diversi settori del campo di battaglia; alla fine, la forte reazione britannica, la mancanza di risultati (e di carburante), ed anche la stanchezza e una visione incerta del la situazione, convinsero Rommel ad ordinare la sospensione dell’attacco, e il ritiro sulle posizioni di partenza. La battaglia di Alam Halfa fu l’ultima possibilità offerta a Rommel di sbloccare la situazione, e – sebbene di corta durata – si concluse con un forte bilancio di perdite per le truppe dell’Asse. La terza e conclusiva battaglia di El Alamein ebbe inizio alle 20.40 del 23 Ottobre, quando scattò l’attesa offensiva inglese. Dopo 12 giorni di durissima lotta l’VIII Armata ebbe la meglio e per le truppe italo–tedesche iniziò un lungo e difficile ripiegamento, che terminò in Tunisia nel maggio del 1943. Durante la battaglia – che infuriò sino al 4 novembre – e nei giorni successivi, vennero fatti prigionieri circa 30 mila soldati tedeschi e italiani. Nel complesso, tra le forze dell’Asse si registrarono 9 mila morti o dispersi, e 15 mila feriti, mentre da parte britannica l’VIII Armata di Montgomery accusò 13.560 fra morti, feriti e dispersi.

ENTI E RICERCATORI COINVOLTI
Il progetto è curato da un gruppo istituzionale che, a diverso titolo, collabora alla realizzazione degli obiettivi:
– Università di Padova – Dipartimento di Geografia;
– Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica di Trieste (INOGS):
-National Authority for Remote Sensing and Space Sciences, NARSS (Egitto)
-Ministero della Difesa – Commissariato Generale Onoranze ai Caduti;
-Museo Civico di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna;
-Anpd’I – Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia;
-Liceo Scientifico Euroscuola – Brescia
-Siggmi – Società Italiana di Geografia e Geologia Militare;
-Testata giornalistica: http://www.congedatifolgore.com
-Associazione Gotica Toscana Onlus
Le attività operative del progetto sono svolte da un gruppo di ricerca, composto di Docenti e Ricercatori, con esperienza specifica in questioni di Military Geography e Geology of War.

Progetto El Alamein – The El Alamein Project
http://www.elalameinproject.orghttp://www.siggmi.ithttp://www.congedatifolgore.com

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