Pubblicato da: Federazione provinciale Romana dell'Istituto del Nastro Azzurro | 12 aprile 2011

Santa Messa in ricordo degli Alpini Caduti in missioni di pace in Afghanistan

Nella Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio, venerdì 8 aprile 2011 alle 18.15, in ricordo degli alpini Caduti in missione di pace in Afghanistan, si è svolta una funzione religiosa officiata da S. E. Mons. Enrico dal Covolo, S.D.B. e concelebrata da Mons. Angelo De Donatis. Per la Federazione, era presente il Socio comm. dott. Francesco Pariset che ha curato la prima lettura. Oltre a rappresentanze delle nostre Forze Armate, ha partecipato la Sezione Romana dell’Associazione Nazionale Alpini con il suo Presidente, Enzo Fuggetta, ed il Coro Malga Roma presieduto da Camillo Grillo e diretto per l’occasione da Antonino D’Amico, con esecuzione dei canti “La leggenda del Piave, Ai preat, Stelutis alpinis e Sul Cappello che noi portiamo”. Nella sua prolusione conclusiva il dott. Claudio Modena, Presidente dell’Associazione dei Veneti a Roma che ha promosso l’iniziativa, ha ricordato il Cap. Magg. Matteo Miotto, di Thiene (VI) ed il Capitano Massimo Ranzani, di Occhiobello (RO), che si sono sacrificati per portare pace e democrazia nei paesi in via di sviluppo. Dopo la lettura della “Preghiera dell’Alpino” a cura dell’alpino Vittorio Pascasi, nell’antica basilica sono echeggiate le note del silenzio fuori ordinanza, eseguito dal maestro Domenico Teofili, direttore della Fanfara Gruppo Alpini di Borbona, a conclusione della cerimonia.

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PREGHIERA DELL’ALPINO.
Sulle nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza della Alpi
ove la Provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade,
noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto,
eleviamo l’animo a Te, o Signore, che proteggi le nostre mamme,
e nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani, e ci aiuti
ad essere degni delle glorie dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi, salva noi,
armati come siamo di fede e di amore. Salvaci dal gelo implacabile,
dai vortici della tormenta, dall’impeto della valanga.
Fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste vertiginose,
su le diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi:
rendi forti a difesa della nostra Patria, della nostra Bandiera.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto
e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti,
Tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi e in armi. Tu benedici e proteggi
i nostri Reggimenti e Battaglioni.
Così sia.

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